Un cammino tra forti, chiese, borghi e memorie alpine
Il Trentino orientale è una terra che parla attraverso i suoi sentieri. Camminare lungo la Via Alto Brenta significa attraversare secoli di storia, architettura e spiritualità, immersi in paesaggi che hanno ispirato artisti, eremiti e viaggiatori. Un viaggio tappa per tappa, tra arte e memoria.
Portici veneziani, ponti romani e borghi rurali
Si parte da Borgo Valsugana, dove il Corso Ausugum e i suoi portici raccontano l’influenza veneziana sul commercio alpino. Il Ponte Romano, in pietra, collega le due rive del Brenta, simbolo di continuità storica. Nel salire verso Torcegno, si attraversano paesi come Castelnuovo e Telve, con chiesette votive e antichi masi. A Torcegno, la Chiesa di San Bartolomeo e il Museo della Civiltà Contadina offrono uno sguardo sulla spiritualità e la vita rurale di montagna.


Trincee, boschi e architetture termali
Abbiamo tappe dove si trovano resti della Grande Guerra: trincee, postazioni e sentieri militari immersi nei boschi. A Levico Terme, l’arte si fa paesaggio: il Parco delle Terme, progettato in stile liberty, è uno dei giardini storici più belli d’Italia. Il Palazzo delle Terme e la Chiesa del Redentore completano il quadro di una città che ha saputo fondere cura, bellezza e spiritualità.
Fortificazioni austro-ungariche e chiese medievali
Un viaggio tra forti e panorami lacustri. La Chiesa di San Biagio, romanica del XIII secolo, sorge su un sito archeologico con tracce romane. Il Forte Col delle Benne e il Forte Tenna, costruiti dagli austro-ungarici, raccontano la strategia difensiva della Valsugana. La Chiesa di San Valentino, con affreschi del XIV secolo, è un punto panoramico e spirituale. Il lungolago di Caldonazzo chiude la tappa con scorci rilassanti e atmosfere lacustri.
Borghi storici, cappelle votive e residenze nobiliari
Salendo verso Santa Caterina, dove la Chiesa di Sant’Antonio e quella di Santa Caterina offrono arte sacra e panorami. A Bosentino, si respira l’atmosfera di un borgo antico, con portali scolpiti e tracce etrusche. A Vattaro, la Chiesa di San Martino e la Cappella dell’Annunziata raccontano la devozione popolare. La Torre dei Sicconi, rudere medievale con giardino botanico, e la Corte Trapp, residenza nobiliare del XV secolo, sono tappe imperdibili. Si attraversano poi Lochere, Santa Giuliana e Quaere, frazioni immerse nei meleti e nella quiete.
Arte contemporanea, eremi medievali e memorie civili
La salita verso la Val di Sella regala scorci sulle tappe precedenti e conduce ad Arte Sella, mostra internazionale di arte nella natura, gemellata con il MoMA di New York. A Malga Costa, le opere si fondono con il paesaggio. Il cammino prosegue tra Malga Carlon, l’Hotel Legno, e le chiese di Santa Maria Assunta e Santa Maria ad Nives, luoghi di culto e architettura. L’Eremo di San Lorenzo, a 1150 m, è un luogo di silenzio e affreschi medievali. La discesa finale attraversa il Capitello di San Giorgio, la Casina degli Alpini, e la Rocchetta, promontorio panoramico. A Olle, il Museo della Donna – Casa Andriollo racconta la vita femminile in montagna. Il cammino si conclude in Piazza Alcide De Gasperi, cuore civico di Borgo Valsugana.
Conclusione
La Via Alto Brenta è un cammino che unisce il passo lento alla profondità culturale. Ogni tappa è un capitolo di storia, ogni borgo una pagina d’arte. Camminare qui significa ascoltare il territorio, lasciarsi ispirare e portare a casa molto più di un ricordo.

